Long Fin Killie: "Houdini" (Rough Trade Germany, 1995)
La prima reazione dopo il primo ascolto è stata:
I quattro ragazzi si chiamano Colin Grieg, David Turner, Philip Camron e Luke Sutherland. Suonano soltanto questi strumenti: chitarre, basso , percussioni, violino, bouzouki , dulcimer, mandolino, sassofono, hammer dulcimer + thump piano.
Sembra post-rock etereo ma si rifugge dai canoni del genere per sprofondare in un ibrido stilistico che non ha limiti di catalogazione.
Trame percussionistiche intricate e intrecciate, accordi di chitarra sospesi nell'aria, spasmi pianistici, piccole note di sassofono, un turbine timbrico assordante e straniante.
Si passa con sorprendente facilità da toni pacati e dilungati, attraversiamo lande sonore schizofreniche e movimentate, paesaggi distrutti e battaglie epocali.
(a) Man Ray è rock smembrato e sfigurato, pare di sentire una band prog che fa finta di essere avant. Non c'è un attimo di tregua, con i fiati che starnazzano, la batteria che espelle suoni puntigliosi, la voce è appena sussurrata e precisa.
How I Blew It With Houdini è un mantra mistico e magico. Chitarrismi deliziosi, catarsi sonora lunga un'infinità, arpeggio arcano, voci tribali. Un violino lacera il ritmo come un accetta divide in due metà un ciocco di legno.
Homo Erectus è ossessionante e ritmica, The Heads Of Dead Surfers è pulsante, viva, elettrica.
Love Smothers Allegry è un continuo sfasciarsi e ricomporsi di una melodia che non c'è. Tocchi metallici, sovrapporsi di scale chitarristiche, marasma timbrico, canto di una voce in sofferenza repressa.
Non c'è limite: Hollywood Gem è una messa sbarazzina, The Lamberton Lamplighter è il manifesto del disco, con un piglio leggermente pop e un'anima rockeggiante, delle più genuine. Tra pause e riprese oscene.
Un cello è in crisi epilettica, ferroso sciabordare d'uno strumento misterioso, un piano è lontano e sfigurato, chitarre schizzano note aleatorie, la voce è un contorno estetizzante. Corngold è davvero un qualcosa di incredibile.
Il trittico che fa da preludio al capolavoro del disco (uno solo?) è ancora un tripudio di compiutezza: Idiot Hormone è musica per una cameretta di uomini incattiviti dallo stress, Rockethead on Mandatory Surveillance è un oscuro oblio, con nebbie solfuree a ricopre il cielo, Flower Carrier è pura pazzia.
Raggiungiamo Unconscious Gangs Of Men e già siamo abbastanza impressionati. Pero c'è quest'ultima. Eccome se c'è.
13 minuti di fantasia compositiva, attimi fatti di stasi e movimento, frangenti caratterizzati da armistizi e scontri, bellezza allo stato puro, cattiveria sonora, indecenza timbrica.
La voce è di un pazzo incarcerato, i membri agli strumenti sono affetti da una qualche malattia sconosciuta. Una malattia che compie un miracolo.
Impressionante..