sabato 5 novembre 2005

 



Maaya Sakamoto: "Nikopachi"



In una giornata uggiosa non c'è altro che la sua voce sbarazzina.

Piccole frasi frizzanti, timbri solari, pause, ritmo.

Girotondo d'un gruppo di bimbi felici sotto l'ombra di un grande albero in fiore, col vento a screziare un silenzio apparente. Piccoli sorrisi e una strabordante felicitià.

Il sorriso di Maaya imprime serenità, amore, gioia.







La sua musica intrisa di letizia, spensieretezza, allegria ricostituisce animi affranti.

La scompigliata apertura di Yoake no Octave lascia un espressione di contentezza sul viso. Un refrain malandrino scappa e non si riesce ad acchiapparlo. Una vocina saltellante ricama fraseggi d'una perfezione forgiata col fuoco. Il cuore si riempe d'emozioni e ci sentiamo meglio. Soltanto due minuti e siamo già di fronte a un gioiellino.

Hemisphere è una toccante calvacata di contrappunti ossessionanti, un cantanto ansioso, archi maestosi, pause lancinanti, intrusioni di un moog, attimi di puro pathos. Colonna sonora per un volo ad altissima velocità al centro di una guerra tra esseri dotati d'ali trasparenti. Emozionale.

Danielle è una disegnino d'ingenua bellezza composto da una voce emozionale, xilofoni sognanti e un ritornello spumoso, pregno di senso.

Una soave ragazza seduta su masso, ai lati di un fiume rigoglioso, una chitarra, la sua voce. Il sole, i fiori, una farfalla vola. La musica scorre. Il silenzio naturale viene squarciato da un piacevole motivetto.

Bike è un pop trasfigurato da anime malinconiche, tormentate da un passato stressante, lacerante, deteriorante. Un alternarsi di atmosfere contrastanti, sovrapporsi immaginifico di stati d'animo, candidi contrappunti d'una chitarra eterea, soffici cuscini sonori di riposante morbidità. Musica su cui adagiare cuori squarciati e lasciar rimarginare ferite all'apparenza inguaribili.

Sentori d'un Giappone spaziale nella successiva Shippo no Uta.

Percussioni, xilofini, fiati, cori, voci, amore, pulviscoli elettronici.

Siamo di fronte a una cascata in piena, luccicanti piante coloratissime, uno spiazzo, suoni in lontananza. Festosità, benessere, piacevole sprofondare in un mondo d'onorica essenza.

Yubiwa -23 carat è una ballata soffusa ed appartata per una giornata dal deprimente afflato scuro. Maaya, con il suo cantato possente, propone una canzone sincera ed emotiva.

Ongaku è una perla di fragorosa bellezza, dalla fattezze minimali.

Un introduzione sognate lascia il posto a una parte centrale composta da spasmi d'archi, percussioni finte, polveri digitali, loop vocali. Un marasma piacevole, di zuccherosa dolcezza. Lasciar il cuore nelle mani di queste note senza opporre resistenza.

Sorprende il piglio maestoso di Midori no Hane, impreziosisce i nostri scampoli di silenzio d'un sapore sdolcinato la successiva ShimaShima.

Kimidori è classicità pop e non dispiace con le sue intrusioni digitali e un azzeccatto giro di chitarra scanzonata. Sedersi in gruppo, in un prato in fiore, ascoltare il vento frusciare tra le foglie, chiudere gli occhi e godere di questi attimi.

Tune the Rainbow è un sognante immergersi in un'esistenza fatta di rumorini, fraseggi di archi malati, percussioni minimali. Maaya con un alternarsi di torni soffusi e possenti prendo il largo in un mare agitato e screziato da onde altissime.

In Toto torna l'inglese e le atmosfere si placano con gorgheggi d'uno strumento a fiato scordato, una tastiera vintage, piccoli particolari e tanta passione. Umile.

Here è un capatina nel folk-pop cantautoriale e il risultato è molto convincente. Anime d'una tradizione malcelata tornano a prendere coraggio, riesumano tempi ormai dimenticati, dipingono un presente perfetto.

Quadretto di bambinesca ingenuità in Vector, piccolissima frustrazione sonora d'altenante umoralità in The Garden of Everything.

Conclude la straziante composizione per battiti umani d'un cuore innamorato in Gravity (alla composizione abbiamo il Maestro Yoko Kanno).

Osservate ancora una volta il sorrisino di Maaya e lasciate andare i vostri sensi a questa raccolta di quadrettini d'infantile armonia.

Maaya è impaziente di rendervi esserini vivaci, briosi, ridenti.

2 commenti:

  1. TI PIACE IL SOUND MADE IN JAPAN!

    ANNO GLI OCCHIETTI PROPRIO DA ALIENI!

    CIAO,BUONA SERATA

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  2. Hanno con la h. ;P

    Comunque, si, amo il sound made in japan ed ormai mi sembra palese. :D

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