sabato 1 ottobre 2005





Arriva la sera e il cielo si oscura profondamente.

Anime fredde inondano la mia stanza e non riesco a scacciarle. Il sereno non vuole saperne di tornare.

La musica mi consola. Note timide saturano il mio spazio percettivo e mi sento solo. Anime timbriche affogano in una mare di alcol la mia mente.

Ancheggianti esseri veleggiano lo spazio del mio angolo di mondo, sinuose ninfe celestiali ballano e decantano rabbia, paura, cattiveria.

Interventi de-umanizzati destabilizzano l'apparente stabilità e ci trasportano altrove. Intromissioni meccaniche sanno creare atmosfere ombrose e ossessionanti.

Voci creano fantasmi di lacerante bellezza. Aneliti di terrore oscurano ancor di più la notte. Luci in lontananza rappresentano la speranza.

I minuti scorrono velocemente e non so fermarmi. Le canzoni scorrono come acqua limpida sgorga dalla sorgente più pura.

Paesaggi immaginifici abbagliano la vista, vento tagliente lascia il segno, scampoli di vita tornano in me.

Arrivo alla fine e il viaggio termina. Un leggero retrogusto amarognolo rimane in me.

Ah, sto parlando di Screamadelica. Il disco dei Primal Scream.

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